C'è posto
anche per te
in questo quaderno.
Il quaderno è appena aperto. Una pagina per chi sta ai fornelli, una per chi affitta le stanze, una per chi il mare lo conosce a memoria. Se il Golfo è la tua acqua, lasciaci il tuo nome, il resto lo mettiamo giù insieme.
Sei cose,
e basta così.
Una pagina cucita addosso
Mica un quadratino da riempire. Ti scriviamo noi, con parole che sanno di qui, due fotografie buone e i tuoi recapiti messi in chiaro.
Chi legge, bussa da te
Il bottone apre la tua porta: il telefono di casa, l'uscio, il tuo sito. In mezzo non c'è anima viva, né noi, né una percentuale, né una mail tenuta sotto chiave.
Dentro al discorso
Quando le guide del Golfo passano dalle tue parti, ti nominano. Non per réclame: perché era giusto dirlo.
Un segno all'uscio
Una placchetta, un adesivo, un foglio da appendere alla cassa. "Scelto nel Golfo dei Poeti", chi è del mestiere, capisce.
Tiri dentro chi vale
Chi è del Patto può fare il nome di un altro. Si cresce a voce, di bocca in bocca, non a colpi d'asta.
Tra i primi a metterci la firma
È l'anno zero, questo. La firma in calce di adesso pesa diverso, anche fra dieci stagioni, si saprà chi c'era.
Tre passi,
poi si entra.
- 01.
Lasci due righe
Due parole nel modulo, o una mail di quelle scritte come si deve. Ci basta capire chi sei e perché vale la pena fare quattro chiacchiere.
- 02.
Veniamo a trovarti
Si passa di persona. Una volta, senza dirtelo, senza piatto in regalo. Vogliamo vederti in un giorno qualunque, come sei.
- 03.
Si scrive a quattro mani
La pagina la mettiamo giù insieme, testo, fotografie, quel che vuoi dire e quel che è meglio tener per sé. Poi esce, e ti diamo il segno da appendere all'uscio.
L'uscio è solo accostato.
Basta una spinta. Il modulo si riempie in due minuti, lo leggiamo a mano, uno per uno. Oppure mandaci due righe, come si scriveva una volta dal bar del paese.